Studio Ingegneria Maggi studio di progettazione integrata ed ottimizzata | Il terzo decreto parla di Casa Italia: che cos’è e cosa prevede
16947
single,single-post,postid-16947,single-format-standard,ajax_fade,page_not_loaded,,vertical_menu_enabled,side_area_uncovered_from_content,qode-theme-ver-9.1.3,wpb-js-composer js-comp-ver-4.11.2.1,vc_responsive

Il terzo decreto parla di Casa Italia: che cos’è e cosa prevede

j_57497_01

11 Apr Il terzo decreto parla di Casa Italia: che cos’è e cosa prevede

10/04/2017

Un Programma di lungo periodo volto a coordinare e integrare le attività di promozione della sicurezza, sulla ‘casa’ il luogo che deve essere ‘sicuro’ per eccellenza, e sulla sicurezza a fronte di eventi sismici.

Così il Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, ha presentato sabato il progetto “Casa Italia” in una conferenza stampa al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia ‘Leonardo da Vinci’ di Milano, insieme al project manager della struttura di missione Giovanni Azzone e al senatore a vita Renzo Piano.

La scelta del progetto Casa Italia – ha spiegato Gentiloni – è quella di intervenire sugli edifici esistenti, riducendone la vulnerabilità, e sulla resilienza delle comunità, assicurando la vivibilità degli insediamenti. È un approccio più oneroso, ma oggi compatibile con la disponibilità di informazioni analitiche e di tecnologie innovative (diagnostica, materiali, …)

Per attuare il programma sono stati scelti 10 luoghi nei quali avviare i cantieri sperimentali. Al programma sono destinati 25 milioni di euro, già individuati.

I 10 cantieri di Casa Italia
L’avvio dei dieci cantieri persegue l’obiettivo di ridurre la vulnerabilità degli edifici, migliorando la qualità dell’abitare. Il progetto, che coinvolge il Gruppo G124 coordinato dal Senatore Renzo Piano, intende sperimentare sul territorio metodi diagnostici e soluzioni progettuali innovative, privilegiando interventi non invasivi che consentano alle persone di poter continuare a vivere nel proprio ambiente. Le tipologie costruttive oggetto della sperimentazione saranno edifici residenziali di proprietà pubblica.

Per realizzare il progetto, sono stati individuati 10 Comuni, in base a 4 criteri:
– pericolosità sismica, privilegiando comuni localizzati nelle aree a più alta pericolosità sismica;
– molteplicità delle fonti di pericolo, selezionando comuni che uniscano al rischio sismico quello idrogeologico e, in almeno uno dei casi, fenomeni di tipo vulcanico o di maremoto;
– caratteristiche sociali e demografiche, con l’obiettivo di attuare la sperimentazione in aree che uniscano alle problematiche ambientali anche alcuni aspetti significativi di vulnerabilità sociale e di esposizione demografica;
– dispersione territoriale, limitando i casi a non più di uno per Regione.

Dalla sperimentazione sono stati esclusi i comuni che appartengono alle “aree di cratere” interessate da eventi sismici verificatisi a partire dal terremoto del 2009, per evitare interferenze con le azioni di ricostruzione già in corso.

I luoghi scelti per i cantieri sono: Catania, Feltre, Foligno, Gorizia, Isernia, Piedimonte Matese, Potenza, Reggio Calabria, Sora, Sulmona.

L’ammontare degli interventi è stato stimato (utilizzando come riferimento i costi degli interventi di aumento della sicurezza sismica degli ultimi anni) in circa 2,5 milioni di euro per ciascun cantiere e, quindi, complessivamente in 25 milioni di euro per l’intero programma, risorse che sono già state individuate.

Casa Italia e prevenzione: entro fine maggio mappa del rischio
Giovanni Azzone ha sottolineato che la struttura di missione è al lavoro per costruire un piano di prevenzione di lungo periodo che sia in grado di identificare le condizioni di vulnerabilità degli edifici e gli interventi che le potrebbero ridurre.

Azzone ha affermato che il Governo, insieme all’Istat, sta predisponendo la “Mappa del rischio dei comuni italiani”, un sito attraverso il quale sarà possibile conoscere il livello di vulnerabilità sismica di ogni edificio italiano. L’obiettivo del Governo è far entrare in funzione il sito entro la fine di maggio.

Entro la fine dell’anno, invece, si punta alla definizione di un documento (tipo ‘fascicolo del fabbricato’) nel quale racchiudere tutte le informazioni che già si conoscono sugli edifici (come dati catastali, qualificazione energetica ecc).

FONTE: www.edilportale.com

No Comments

Sorry, the comment form is closed at this time.