Studio Ingegneria Maggi studio di progettazione integrata ed ottimizzata | Riduzione del rischio sismico, intervista a Mauro Dolce, Dip. Protezione Civile
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Riduzione del rischio sismico, intervista a Mauro Dolce, Dip. Protezione Civile

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08 Giu Riduzione del rischio sismico, intervista a Mauro Dolce, Dip. Protezione Civile

In occasione del convegno a Bologna: INCENTIVI PER LA RIDUZIONE DEL RISCHIO SISMICO, dai programmi pluriennali al sisma bonus, INGENIO intervista il Prof. Mauro Dolce del Dipartimento Protezione Civile, tra i tecnici più impegnati sul fronte della prevenzione sismica.
Dolce sottolinea l’importanza della prevenzione in un Paese ad elevata vulnerabilità sismica, quale è appunto l’Italia, dove  il costruito storico e/o relativamente recente ma di scarsa qualità, in concomitanza di eventi sismici ne va ad incrementare sensibilmente i danni in termini di intensità macrosismica (emblematico in questo senso il caso di Amatrice).

Gli investimenti al fine di ridurre il rischio sismico fatti fino ad oggi, continua Dolce, sono veramente esigui rispetto all’enormità delle spese che il Paese si ritrova ogni anno ad affrontare per ripagare i danni subiti dai terremoti passati, si tratta di circa 3,5 miliardi di euro all’anno. L’unica possibilità per limitare le perdite conseguenti è quindi quella di investire la stessa cifra in un programma sistematico di interventi di riduzione del rischio sismico che non può essere di carattere episodico o legato al particolare momento politico, ma dovrà prevedere una tempistica almeno decennale.

Dolce rimarca inoltre l’importanza ai fini della prevenzione sismica, della microzonazione  che, tra l’altro, implica investimenti in termini finanziari decisamente inferiori rispetto a quelli della messa in sicurezza degli edifici. Il concetto della microzonazione nasce all’indomani del terremoto dell’Aquila come presa d’atto del fatto che  un edificio crolla o sta in piedi non solo per come è stato costruito, ma anche per il terreno sul quale è stato edificato. Ci sono terreni, come quelli alluvionali ad esempio, che amplificano a dismisura le scosse (la scala va da uno a 2,5) e che quindi andrebbero interdetti o vincolati a una serie di contromisure tecniche prima di decidere se e come costruire.
La conoscenza del territorio è fondamentale sia per la pianificazione urbanistica che per lo sviluppo dei piani di emergenza e l’organizzazione degli interventi di messa in sicurezza degli edifici.

FONTE: www.ingenio.it

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