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Terremoto a Ischia, magnitudo 4: una sintesi generale

EPICENTRO

22 Ago Terremoto a Ischia, magnitudo 4: una sintesi generale

Una scossa sismica di magnitudo Md 4 è avvenuta nella zona di Ischia e costa Flegrea (Napoli) il 21 agosto notte alle ore 20:57:51 con coordinate geografiche (lat, lon) 40.78, 13.88 ad una profondità di 5 km. Il primo valore della magnitudo, pari a 3,6, è stato calcolato dall’Ingv in modo automatico, come sempre avviene quando si verifica un terremoto. Il nuovo valore di 4,0 si è basato sui dati rilevati dalla rete sismica dell’Osservatorio Vesuviano dell’Ingv, che ha quattro stazioni a Ischia.

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Terremoto a Ischia, magnitudo 4, due vittime, oltre 39 feriti: una sintesi generale
del 22/08/2017

Una scossa sismica di magnitudo Md 4 è avvenuta nella zona di Ischia e costa Flegrea (Napoli) il 21 agosto notte alle ore 20:57:51 con coordinate geografiche (lat, lon) 40.78, 13.88 ad una profondità di 5 km. Il primo valore della magnitudo, pari a 3,6, è stato calcolato dall’Ingv in modo automatico, come sempre avviene quando si verifica un terremoto. Il nuovo valore di 4,0 si è basato sui dati rilevati dalla rete sismica dell’Osservatorio Vesuviano dell’Ingv, che ha quattro stazioni a Ischia.

LA VULNERABILITA’ DI ISCHIA
Antonio Piersanti, sismologo dell’Ingv, ha spiegato all’AGI che “Quella di Ischia e’ un’area “ad altissima vulnerabilita’” dal punto di vista sismologico, per la fatiscenza di molte strutture ma anche per la particolare conformazione geologica, con un ipocentro poco profondo (5 km appena in quest’ultimo terremoto) che crea danni localizzati ma molto maggiori rispetto a quello che ci si attenderebbe da queste magnitudo.”
Pieranti ha anche spiegato che “Nell’area sappiamo storicamente che basta una magnitudo medio-bassa per fare danni: il terremoto del 1883 fece 2.300 morti e si stima avesse una magnitudo di 4.3. Questo perche’, come dicevo, si tratta di un’area di vulnerabilita’ altissima, cui si sommano le caratteristiche geologiche, che rispetto alle rotture di faglia, che potrebbero presentare peculiarita’ specifiche dell’area, dovranno essere studiate in futuro proprio a partire da questo episodio“
UN TERREMOTO DI ORIGINE VULCANICA
“Una caratteristica comune a tutti è di essere molto più superficiali, al punto da superare molto difficilmente la profondità di cinque chilometri”, ha detto all’ANSA il sismologo Gianluca Valensise, dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanolgia (Ingv). “Questo – ha proseguito – accade perché al di sotto di cinque chilometri la crosta diventa troppo calda per generare una rottura”. Il fatto che i terremoti che avvengono sotto i vulcani siano superficiali spiega anche perché si risentano maggiormente.
Spesso, ha proseguito, non è semplice studiare i terremoti vulcanici perché le stazioni di rilevamento possono essere distanti alcuni chilometri e di conseguenza questo richiede un’analisi più complessa rispetto a quanto avviene nel caso dei terremoti tettonici.
Ischia, secondo l’Osservatorio Vesuviano dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, rappresenta la porzione sommitale di un apparato vulcanico alto circa 900 m dal fondo del mare. Essa copre un’area di circa 46 km/q e raggiunge un’altezza massima di 787 m s.l.m., in corrispondenza del Monte Epomeo, situato nella parte centrale dell’isola. L’isola e’ costituita da rocce vulcaniche, da depositi di frane e, subordinatamente, da rocce sedimentarie terrigene e l’attività
vulcanica e’ connessa con le fasi tettoniche a carattere distensivo che hanno caratterizzato l’evoluzione del margine tirrenico della catena Appenninica tra il Pliocene ed il Quaternario.
IL TERREMOTO DEL 1883
La zona colpita stasera dal sisma a Ischia è la stessa di un famoso terremoto che il 28 luglio 1883 provocò più di 2300 morti. Coinvolta anche la famiglia del filosofo Benedetto Croce, allora diciassettenne, che fu estratto vivo dalle macerie. La località alle falde del monte Epomeo era già stata colpita da terremoti: nel 1762, nel 1828 e nel 1881.
Anche nel 1783 era andata distrutta completamente la
Chiesa di Santa Maria dei Suffragi detta del Purgatorio a Casamicciola Terme.
I DANNI
Si sono verificati crolli e danni, distrutta la chiesa di
Chiesa di Santa Maria dei Suffragi detta del Purgatorio, e isolati numerosi alberghi. Danni soprattutto a Casamicciola, nella parte settentrionale dell’isola, dove sarebbero crollate sei case. L’ospedale Rizzoli di Lacco Ameno e’ stato evacuato per la presenza di numerose crepe nel palazzo.

FONTE. www.ingenio.it

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